AL VIA SU CANALE5 “NEW AMSTERDAM”, LA NUOVA SERIE DI MEDICAL CHE HA CONQUISTATO L’AMERICA

Domenica 2 dicembre, in prima serata, debutta in prima visione assoluta su Canale 5 “New Amsterdam”, il nuovo medical drama targato NBC campione d’ascolti della stagione televisiva americana 2018. Un mix di adrenalina ed emozioni che ha subito conquistato il pubblico: il primo episodio è stato seguito da oltre 8 milioni di telespettatori.

“New Amsterdam” si ispira alla storia del Bellevue Hospital di New York City, il più antico ospedale pubblico d’America, e a Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital, il libro scritto dall’ex direttore sanitario Eric Manheimer, coinvolto nella realizzazione della serie come autore e produttore.

Proprio su di lui è stato scritto il personaggio del dottor Max Goodwin, interpretato da Ryan Eggold, il protagonista della serie. La narrazione ruota intorno a lui, nuovo direttore sanitario dell’ospedale che ha l’obiettivo di riformare e migliorare il sistema ospedaliero, a tratti corrotto, affinché i pazienti possano accedere più facilmente al servizio.
Il dottor Goodwin non accetta un “no” come risposta e non si ferma davanti a nulla per rimettere in sesto una struttura a corto di fondi e di personale, conosciuta come l’unica al mondo in grado di curare, allo stesso modo, malati di Ebola, prigionieri del carcere di Rikers Island e il Presidente degli Stati Uniti d’America.
“Come posso aiutare?” è il mantra del dottor Goodwin. Una domanda che sia i medici che il personale di servizio hanno già sentito prima che arrivasse, ma che da questo momento avrà un nuovo significato. Ma Goodwin vuole sconvolgere lo stato attuale nel quale versa l’ospedale e dimostrare che non si fermerà davanti a nulla per infondere nuova vita al New Amsterdam Medical Center.
Appena arrivato, infatti, il personale medico è soggetto a molti cambiamenti e non tutti sono predisposti a modificare la routine e l’approccio alla professione, soprattutto i più anziani. Questo sarà causa di scontri e incomprensioni che porteranno a prendere anche decisioni drastiche da parte del nuovo direttore dell’ospedale.
Durante il racconto, il dottor Goodwin sarà messo a dura prova da una terribile notizia: gli viene diagnosticato un cancro. Una sfida difficile che stravolgerà la sua vita, paziente e medico allo stesso tempo, ma anche quella del suo staff.

“New Amsterdam” è diverso dai medical drama già trasmessi. È una serie di denuncia, dove i medici protagonisti provano, con i mezzi a loro disposizione, a cambiare il sistema ospedaliero americano. Non importa il proprio tornaconto personale, sono infatti consapevoli che il loro lavoro fornisce il miglior aiuto possibile a tutti i cittadini di New York.

I critici americani hanno elogiato la serie definendo l’approccio del protagonista audace e anticonformista in quanto le vicende raccontate si connettono a quel sentimento di rabbia che tantissimi cittadini, soprattutto dopo l’elezione del presidente Trump e il suo rimettere in discussione la riforma sanitaria dell’ex presidente Obama, nutrono nei confronti dei cosiddetti ‘poteri forti’.

COME NASCE LA STORIA:

LO SCENEGGIATORE DAVID SCHULNER:
“New Amsterdam è un esempio di speranza per l’America”

Lo sceneggiatore David Schulner ha spiegato che questa serie nasce da una semplice riflessione: «Due anni fa, durante le elezioni presidenziali, l’intero Paese parlava di assistenza sanitaria. Era una conversazione appassionata, disordinata, intelligente ed emotiva. Ho pensato: “Perché dovrei scrivere di qualsiasi altra cosa, quando questo è quello che interessa alla Nazione?”».
Quando legge per la prima volta “Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital”, il libro che racchiude le memorie del dottor Eric Manheimer, capisce che quella era «Una speranza che mancava a tutte quelle conversazioni appassionate, intelligenti, disordinate e polemiche perché c’era qualcuno al centro che stava cercando di sistemare il sistema».

Un giorno, mentre era seduto in un bar a scrivere il pilot di “New Amsterdam”, Schulner è stato avvicinato da uno dei chirurghi dell’ospedale Bellevenue.
Il medico gli ha fatto capire ciò che per lui significa il Bellevue: «Voglio che tu sappia che se succede qualcosa a me, mia moglie sa di portarmi a Bellevue. Solo li. In nessuno dei lussuosi ospedali privati in cui potrei andare facilmente, ma al Bellevue».

IL PRODUTTORE PETER HORTON:
«È una serie che parla delle questioni più importanti nel paese»

Peter Horton (“Grey’s Anatomy”), produttore esecutivo, non era convinto. «Ho detto no» – ricorda ridendo – «Ho già diretto il pilot di “Grey’s Anatomy”, l’ho prodotto per tre anni. Ho finito con le serie drammatiche medical». Poi David Schulner mi ha convinto che questa era una storia che doveva essere raccontata: «Ti ricordi la serie “The West Wing”? Quella serie ha creato un’intera generazione di scrittori e politici … Ora noi speriamo di poter portare la gente alla medicina per le giuste ragioni».

E aggiunge: «Possiamo fare una serie che non riguarda chi dorme con chi e qual è l’ultimo strano caso medico della settimana. Questa è stata l’occasione per parlare delle questioni più importanti nel Paese attraverso una serie tv».

fonte: Ufficio Stampa Mediaset