DOMENICA LIVE: LA D’URSO SALUTA IL 2019 CON UN TONFO NEGLI ASCOLTI

Barbara D'Urso a Domenica Live
Barbara D'Urso

Continua ad affondare in modo inesorabile “Domenica Live“, il contenitore domenicale condotto da Barbara D’Urso, le premesse c’erano tutte ieri per capire come sarebbe andata, la conduttrice partenopea continua a proporre le stesse interviste alle medesime persone.

Sulla piattaforma twitter  ieri tante le polemiche sul talk show condotto da Carmelita, ospiti nemmeno lontanamente vicini a quelli di Mara Venier su Rai1 che nella puntata di ieri aveva aperto con un intervista straordinaria al cantante  Tiziano Ferro e a seguire a Elisabetta Canalis, personaggio pubblico nato proprio a “Striscia”  anni fa, il format mediaset che va in onda su Canale5 in access prime.

Non si capisce cosa aspetti il gruppo autorale a virare e cambiare strategia, ormai “Domenica Live” sta facendo gli stessi ascolti dell’edizione “Rewind” registrata del format, un’ennesima doccia fredda per Carmelita, stavolta non bastano i comunicati “ciclostilati” di Giancarlo Scheri (come dice il giornalista Giuseppe Candela), urge una presa di posizione e sostituire direttamente la conduttrice, rumors mesi fa davano per papabile Myrta Merlino la splendida conduttrice dell’Aria che Tira in onda la mattina su La7, la rete guidata da Andrea Salerno (ex RaiTre) di proprietà di Urbano Cairo, che potrebbe risollevare la trasmissione.

L’Auditel ieri ha registrato per l’ultima puntata del 2019 il minimo storico, nella prima parte il 13.1%   mentre nella seconda parte  al 10.6% di ascolti medi con i minimi intorno al 9% di share, anche se la D’Urso canta sempre vittoria anche quando perde, è ora che a Cologno Monzese si facciano quattro conti e capiscano quanti introiti pubblicitari stanno probabilmente perdendo.

La D’Urso di fatto ha salutato il 2019 con un tonfo negli ascolti, ritornerà domenica  12 gennaio, non alle 14.00 come molti telespettatori hanno richiesto a gran voce, ma sempre alle 17.20 fino alle 18.45, evitando il bagno di sangue contro “Zia Mara”.

                   Marco Ferraglioni