CORONAVIRUS: CROLLA LA PUBBLICITA’, LA TV IN CRISI?

Calano gli introiti pubblicitari

Sembrano passati decine di anni, invece il primo caso di Coronavirus in Italia è stato stato registrato lo scorso 29 gennaio, in poche settimane l’impatto sulla nostra società è stato dirompente, le conseguenze a cascata su tutti i comparti economici.

Aziende in sofferenza, lo aveva detto il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia qualche giorno fa, 100 miliardi al mese le perdite nel settore dell’Industria, i dati delle vendite non vanno meglio -52% solo nel primo mese, aziende che corrono ai ripari mettendo in cassa integrazione speciale, per 9 settimane  migliaia di dipendenti in tutta la penisola.

In veste anche di imprenditore Boccia  in un intervista a Radio Capital ha dichiarato:  “Il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà – ha ragionato l’imprenditore, ospite della trasmissione Circo Massimo su Radio Capital -. Se il Pil è di 1.800 miliardi all’anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese. Se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni”. Tuttavia Boccia concorda con la decisione di affidare ai prefetti il controllo delle aziende che devono garantire beni e servizi per le filiere strategiche: “È lo strumento giusto”, ha detto intervistato dal Corriere della Sera.

Ancora sono da definire i danni reali, visto che siamo ancora all’inizio dei questa Pandemia globale, il Governo intanto ha dichiarato lo Stato di Emergenza fino al 31 luglio 2020, fermo restando che se non calano i contagi, si proseguirà ad oltranza.

A dimostrazione della crisi anche i dati  di AdClarity, la piattaforma tecnologica nell’analisi competitiva degli investimenti in advertising online, che ha evidenziato chiaramente come al 12 marzo si registra in Italia un crollo degli ordini  dell’80% delle impression pubblicitarie per settori come il Cinema e il Travel, mentre l’impatto sui volumi delle campagne dei brand del Lusso, calati di circa il 65% rispetto al 20 febbraio.

Ora resta da capire quale effetto potrà avere sul comparto della Tv, la rete di Stato Rai si regge sugli abbonamenti in parte e sulla pubblicità, mentre le reti private a partire da Mediaset si reggono esclusivamente sulla pubblicità, la domanda è come verranno pagati gli artisti, le fiction, i talk le maestranze se le Società di Pubblicità a loro volta si vedranno assottigliare i compensi delle campagne pubblicitarie?

Al momento sono solo delle ipotesi, si spera che si giunga presto alla soluzione di questa epidemia e alla ripresa del mercato con tutte le conseguenze positive sull’intera economia.

Intanto sono saltati i 40 milioni di euro a sostegno della Rai  dal Governo che sarebbero dovuti servire a fronteggiare i mancati introiti pubblicitari futuri per gli eventi sportivi saltati,  la rete di Stato sta facendo un lavoro straordinario d’informazione in trincea con centinaia di giornalisti e inviati dalle zone rosse, vedremo come andrà a finire.

                       Marco Ferraglioni