ROBERTA SPINELLI: VITA DA INVIATA ALL’EPOCA DEL COVID-19

Roberta Spinelli l'inviata di Rai 1

Fare l’inviato è un lavoro impegnativo, farlo all’epoca del Covid-19 lo è ancora di più, l’intuizione, la sveltezza mentale, l’amore per il proprio lavoro sono gli ingredienti di questa professione.

Il 3 Giugno si riaprono i confini regionali e molti inviati, di varie testate giornalistiche, televisive e radiofoniche, potranno ritornare nelle proprie case e riabbracciare i propri cari, tornare in case spesso rimaste vuote da mesi, impolverate, con l’ultima tazzina di caffè sul tavolo, gli appunti di viaggio e tanta corrispondenza sotto la porta.

La pandemia in qualche modo ha cambiato le regole di tutti gli inviati, la mascherina, il distanziamento sociale e il chiodo fisso d’informare e fare un buon servizio pubblico, sono gli ingredienti che fanno di un inviato un professionista.

Sempre in video, con la mascherina indosso, concentrati, con un occhio alla telecamera, uno al luogo circostante un altro al telefonino per aspettare il via dalla regia per dire le ultime news.

Roberta Spinelli è una di quelle inviate che non ha mollato la presa ha salutato in questi mesi molti colleghi e colleghe che ritornavano a casa, sempre in trincea, caparbia,  ha cercato d’informare  in modo equilibrato, da una parte senza creare allarmismo, dall’altra raccontare dalla zone rosse  quello che realmente stava accadendo, per Storie Italiane la trasmissione di Rai1 della mattina, campione di ascolti condotta da Eleonora Daniele.

I viaggi, in treno, in aereo in autobus, il cambio di albergo durante il soggiorno a Milano, è stato un comune denominatore di tutti gli inviati, ma per la Spinelli a differenza di altri  suoi colleghi la permanenza è stata più lunga, 90  lunghi giorni, in quello che è ancora oggi  il massimo focolaio del mondo del Covid-19, ha visto in questi mesi, persone piangere,  morire e ha letto negli occhi della gente comune la paura di non farcela, lei con le lacrime agli occhi ha testimoniato per la trasmissione per  cui lavora, l’emergenza con un grande senso del dovere.

Uno scricciolo di giornalista, temeraria, professionale che ha vissuto sulla propria pelle la tristezza di non vedere la sua famiglia, senza sapere quando e come sarebbe potuta tornare nella sua bella Calabria, Dpcm dopo Dpcm ha intervistato tutti i protagonisti in Lombardia di questa grande guerra, medici, infermieri, sindaci, assessori e il Governatore della Lombardia Attilio Fontana.

La Spinelli era lì anche quando Silvia Romano è tornata a casa era l’11 maggio, la sua felicità per la fine di un incubo per una nostra connazionale è arrivato dritto nel cuore degli italiani,  l’inviata  di   Eleonora Daniele che  oltre che  essere la conduttrice e anche capo autore del format ha imparato molto, una televisione per i telespettatori e il grande pubblico, non urlata e diretta, il team della padovana segnerà per sempre la carriera professionale della Spinelli che porterà con sé tutta la vita.

I pranzi e i caffè consumati sul tavolo della camera d’albergo, lasciata fuori la porta dal personale dei vari Hotel, le notti insonni al lavoro, la meticolosità nel proteggere se stessa e i colleghi di lavoro, il disinfettante sempre in tasca, l’auricolare  sanificato in giro nella città vuota notte e giorno, mentre i milanesi erano chiusi in casa per il lockdown.

Come è noto, Storie Italiane ha chiuso in anticipo i battenti da qualche giorno, la nascita di Carlotta ha reso tutto il team più felice così anche Roberta, si spera in una riconferma a Rai1 per una  tra le inviate che ha raccontato con il cuore la tragedia che gli italiani stanno vivendo.

 

               Fontal